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MARIA, UNA DI NOI
Scritto da Amministratore
Mercoledì 23 Maggio 2012 14:22
statua Maria Fatima

"Maria è la mamma, e la mamma è la mamma". Con queste parole suor Cecilia ha risposto alla mia domanda su chi fosse per lei Maria. Parole essenziali, che ci danno una descrizione bellissima di chi è Maria. Ho voluto porre questa e altre domande ad alcune suore, in seguito alla visita della statua della Madonna pellegrina di Fatima alla nostra casa generale di Roma, la cui cappella è dedicata al Cuore Immacolato di Maria. È stata un'esperienza intensa, vissuta con grande partecipazione ed emozione da tutte. Contemplando e ammirando quest'amore, che non è solo devozione, ma è fiducia, relazione, rapporto intimo con Maria, ho sentito il desiderio di approfondire epostulanti con la statua di Maria ricercare maggiori dettagli su ciò che è stato per noi tutte questa visita. Ognuna di noi porta dentro di sé un tesoro prezioso, che è storia, sentimento, passione. Troppo spesso, però, tutto questo rimane come dentro uno scrigno, che apparentemente lo custodisce, ma in realtà non ne permette la contemplazione, perché nessuno lo vede. E anziché portare frutto, inaridisce e dissecca. Così ho creato questo piccolo spazio per cercare di dar voce a quanto c'è di bello dentro di noi.
statua di Maria di FatimaLa statua di Maria è arrivata in casa nostra la sera di venerdì 4 maggio, dopo essere stata 5 giorni nella nostra Parrocchia (San Giovanni Battista de la Salle). "Finalmente Maria è venuta in casa sua!": queste le parole cariche di affetto che suor Clara più di una volta ha ripetuto, con grande gioia, all'arrivo della statua.  In pochi minuti la chiesa si è riempita di fedeli, riuniti per pregare e lodare Dio con Maria. Abbiamo pregato il Rosario, animato dal gruppo Gioventù Ardente Mariana. È stata una preghiera di tanti cuori e tante voci cariche di fiducia e di speranza. Voci che a volte mancano nei nostri momenti di preghiera e che testimoniano un amore che è entusiasmo e voglia di vivere! 
Dopo il Rosario è cominciata l'adorazione Eucaristica, che si è prolungata per tutta la notte, fino al mattino. Il giorno seguente alle 11 abbiamo celebrato l'Eucaristia con grande partecipazione della comunità parrocchiale e non solo. La celebrazione è stata presieduta da monsignor Paolo Schiavon, che ci ha parlato di Maria come "donna non distratta, non preoccupata di sé, attenta, interessata."
La statua è rimasta con noi non più di 17-18 ore. Ma questo poco tempo è stato sufficiente perché i cuori e gli occhi delle mie consorelle si riempissero di gioia.
Ho chiesto a suor Pierina come ha vissuto la visita di Maria, e mi ha risposto: "Per me è stata una Grazia speciale, specialissima! Dal programma originario non doveva nemmeno venire, invece è venuta! E poi... io voglio molto bene alla Madonna. Mi sono commossa quando è arrivata. Ho cantato qualche Ave Maria e poi mi sono messa a piangere". E suor Eugenia alla stessa domanda ha risposto: "Ogni volta che io non sono potuta andare da lei, lei è venuta da me!". 
Un giorno poi, rincorrendo suor Rosa nell'ascensore, le ho chiesto che cosa ammirasse di Maria e mi ha detto: "La purezza... e l'obbedienza, l'obbedienza cieca. Era tutta abbandonata a Dio e accoglieva tutto da suo Figlio, anche le cose più amare... le conservava nel suo cuore". Mentre parlavamo, è arrivata anche suor Flora e così ho fatto anche a lei la stessa domanda. Suor Flora ha risposto con grande spontaneità: "La speranza, e come ha amato suo Figlio! Eh... la dolcezza di Maria!"
Mi è piaciuto molto avere questi piccoli scambi. Ho visto l'affetto e l'intimità che queste mie consorelle hanno per  Maria. Ho sempre avuto un po' di difficoltà ad avvicinarmi a Maria, forse per i troppi titoli che le sono stati attribuiti in questi secoli o per i troppi Rosari subiti. Ora, lei stessa, con la sua visita e attraverso le suore, mi ha mostrato che ciò che conta è la semplicità e la fiducia.
Lascio la conclusione di questo articolo ad un vero discepolo di Maria.
"Maria darà alla luce Cristo in noi, nella misura in cui cercheremo di essere, come lui, umili e pazienti; nella misura in cui il nostro volto rifletterà lo stato interiore di pace, dominio di sé, fortezza e serenità. Quando, come Cristo, sapremo comportarci di fronte a giudici e accusatori con silenzio, pazienza e dignità; quando sapremo perdonare come egli perdonò, tacere come egli tacque. Quando non ci interesserà il nostro prestigio, ma la gloria del Padre e la felicità dei fratelli; quando sapremmo arrischiare comportandoci con coraggio e audacia, come Cristo, per difendere gli interessi del Padre e dei fratelli. Quando saremo sinceri e veraci, come lo fu Cristo, dinanzi ad amici e nemici, difendendo la verità anche a costo della vita… Maria, allora, ci sarà veramente Madre, nella misura in cui potrà aiutarci per incarnare in noi il Cristo dolce e umile." 

Pierpaola Mazzaro
(postulante)

celebrazioni in onore della statua di Maria

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Maggio 2012 14:35
 

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