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Ennio Tesei, Cappella Madre Caterina, Clot Bey - Cairo
Scritto da Francescane
Venerdì 24 Giugno 2011 13:41

 Lo stile della cappella

Gli interventi effettuati, pur nel rispetto della sua originaria forma architettonica, e nell’attenzione al contesto, sono stati ben mirati con la volontà di farne luogo della memoria. E’ stato deciso di fare riferimento alle cappelle umbre e toscane dove il francescanesimo è sempre presente e tangibile, ma non si poteva dimenticare che la maggior parte di coloro che frequentano la cappella sono di origine egiziana: non dovevano sentirsi estranei nella cappella.

ambone
Ambone

Il Bassorilievo dell’ambone mostra la Gerusalemme celeste da cui scorrono fiumi d’acqua viva. Si tratta proprio di un’acqua viva che scorre verso la vasca situata nel luogo in cui per decenni riposarono le Spoglie mortali della Madre Fondatrice.

Vicino all’ambone è situato il luogo  della prima sepoltura della madre, Sepolcro che già era evidenziato dalla vecchia lapide ma che ci si è proposti di segnare in modo più evidente, dandogli maggior rilievo. L’idea fu quella di legare Ambone e sepolcro: la Parola al suo Frutto. La Parola di Dio che nasce dal Trono dell’Agnello nella Gerusalemme Celeste, e che scende su di noi come la pioggia. E, che, secondo Isaia, come la pioggia non  tornerà a Lui senza aver compiuto ciò per cui era stata mandata! Non prima aver di aver fertilizzato i campi e prodotto i frutti. E quale frutto migliore di Madre Caterina!

tabernacolo Il Tabernacolo

Nel mosaico del tabernacolo, è rappresentato il pane spezzato per gli apostoli ad Emmaus: ed “allora si aprirono gli occhi e lo riconobbero”. Si concentrano e convergono le mani del Risorto che offrono il pane e le mani dei discepoli che lo accolgono. La luminosità e la vivacità dei colori ben riflettono il messaggio di sguardi che si riaprono alla vista del Risorto.

Quadro Vergine

Il piccolo quadro dipinto su tavola in cui è raffigurata l’immagine della Vergine della Purità, alla quale, specie in occasioni di avvenimenti catastrofici od epidemie virulenti e perniciose, non rare in quel periodo, Madre Caterina e le sue Consorelle indirizzavano le loro più fervide invocazioni di benefica intercessione, viene evidenziato ed impreziosito dalla Stele marmorea, l’unico manufatto realizzato, con il Sepolcro e la Mensa, in lucidi marmi pregiati.

La croce in bronzo ilcrocifisso

Su di essa troneggia Cristo crocifisso e risorto con ai piedi tre candelieri. Lo sposo crocifisso,vivo sulla croce, dà voce al cuore della spiritualità francescana e cateriniana.

L’altare

La mensa dell’altare, in pietra di marmo bianco con incise le parole di Gesù: fate questo in memoria di me, mostra immediatamente la sua centralità e il rinnovarsi del mistero pasquale. Esso poggia su una roccia realizzata in terracotta. E’ una roccia spaccata per simboleggiare il costato di Cristo. Ed è la roccia della Verna, richiamo alla nostra origine francescana. Nella sua fenditura è posto un pane che allude a Betlemme “casa del pane”. Da questa pietra emergono sei vergini nell’atto di distribuire del pane. Colui che rinnova il suo memoriale per noi, dice pure ai suoi di dare loro stessi da mangiare alla moltitudine.

vetrate Vetrate e lampadari, grata coretto

Nel disegnare le vetrate ci si è ispirati  allo schema di alcune vecchie vetrate egiziane, ed sono stati inseriti gli elementi dello stemma delle Suore Francescane Missionarie C.I.M. a significare come l’istituto di Madre Caterina si sia inserito e ramificato nel popolo egiziano fino a diventarne parte importante e perfettamente integrata.; inoltre San Francesco stimmatizzato e il cantico delle creature. Da un frammento di cielo stellato pendono otto lampadari in bronzo il cui disegno ispirato all’attrezzo usato al tempo dei faraoni per accendere i vasi ripieni di grasso e rappresentato negli antichi papiri, ricorda anche l’evoluzione della croce nei tempi( chiave della vita..croce pontificia..). La grata del coretto visibilizza il nesso che unisce il Cairo a Ferentino.

  

Via crucis

Il mistero della nostra redenzione trova ancora grande eco nei pannelli della Via Crucis; il cammino doloroso di Gesù, secondo la narrazione del vangelo e riproposto in tutta la sua drammaticità, occupa tre pareti della Cappella. Si è voluto richiamare alle decorazioni continue degli antichi templi faraonici , usando per l’ingobbio colori che richiamano quelli di quei graffiti ed in alcune parti , quelle di separazione tra una stazione e l’altra, modellando con la tecnica del bassorilievo, usata dagli egizi, mentre per le stazioni è stata usata la tecnica di modellazione ad altorilievo.

ingresso2 Porte

Ma a tutto questo si accede attraverso la porta d’ingresso della chiesa. Su di essa si erge  Gesù Buon Pastore, che addita in sé la porta attraverso la quale abbiamo accesso al Padre.

stanza_oratorio Camera Madre Caterina

Un tocco di ulteriore completezza e bellezza ci sono riservati dalla camera in cui è morta Madre Caterina. L’immagine reale di quel lontano evento del 6 maggio 1887 è ora trasformata dalla luce stessa che promana da tale mistero. La camera è stata divisa in due da una vetrata che rappresenta Madre Caterina che sale al cielo accolta dal crocifisso risorto e da tanti angioletti: le sue morette e i suoi trovatelli. Sule due finestre altrettanti cartigli con parole della Madre. L’accesso alla camera-oratorio è sormontato da due lunette, quella al’esterno raffigura il quadretto dipinto da Madre Caterina San Giuseppe e l’Angelo Custode in adorazione dinanzi all’Ostensorio. L’altra all’interno La ritrae fra la sua “gente”.

Dipinto ternario, dipinto Chiara

Il dipinto del Sacro Ternario – i tre Cuori di Gesù, di Maria e di Giuseppe – e quello di S.Chiara sono stati realizzati con la tecnica antica dell’affresco.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Ottobre 2011 16:20
 

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