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Preparazione al Bicentenario
Scritto da Amministratore
Sabato 05 Maggio 2012 21:23

Bicentenario → Preparazione

Apertura dell'Anno in Preparazione al Bicentenario della Nascita di Madre M. Caterina

Omelia di mons. Giovanni Di Stefano (don Nino)

Vicario generale della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino

Cappellano delle Suore Francescane Missionarie del C.I.M in Ferentino

Con questa celebrazione si dà inizio all'anno in preparazione al bicentenario della nascita della nostra Beata Caterina Troiani. Al giusto rendimento di grazie e lode a Dio, per quanto ha compiuto in Madre Caterina è anche doveroso fare una qual verifica e anche per voi, verifica di figlie della Beata...!

Rispondendo agli auguri ricevuti da don Biagio Verri per il compleanno, così si esprimeva, nel 1876: "...distintamente la ringrazio delle preghiere fatte per me nel giorno 9 corrente in cui ho compiuto anni 63 mali spesi".

1877:"...di vero cuore la ringrazio delli buoni auguri del mio anniversario che scade il 9 gennaro, in cui ho finito anni 64, mentre sono nata il 9 gennaro 1813. Oh qual pena al mio cuore per tanti anni così mali spesi...".

Ed è giusto cominciare l'anno in preparazione al bicentenario nel giorno del battesimo: nascita alla vita di grazia, quella grazia che l'ha portata nel tempo stabilito da Dio a concretizzare quanto il Signore le aveva fatto intendere di voler affidare a lei: "La conversione di popolo oltremare" . Tutta la sua vita è stata una risposta gioiosa all'amore di Dio... eppure afferma... "anni mali spesi!".

Spesso noi invece siamo nella linea della tranquillità, pensando anche che il Signore ci chiede troppo e noi rispondiamo non sufficientemente bene e non a tutto, però ci sentiamo tranquilli.

Ricordiamo che con l'onore dell'altare, concesso alla nostra Madre, abbiamo anche il dovere della imitazione.

Nella prima lettura abbiamo sentito: "Chi sono io, signore Dio e che cos'è la mia casa?". La preghiera di Davide al Signore esprime profonda umiltà e al contempo piena fiducia nella realizzazione della sua parola: l'adorazione di Dio porta sempre alla più perfetta conoscenza d'intenti.

"Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza e i precetti che insegnerò loro, anche i loro figli per sempre siederanno sul tuo trono".

Nel Vangelo leggiamo: la lampada viene per essere messa sul candelabro. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.

Ricorrendo al linguaggio di tipo sapienziale, Gesù afferma che il giudizio di Dio è come un lampada che illumina ogni angolo. Per lui non c'è nulla di segreto, in oltre la sua misura gli viene già in qualche modo suggerita dal nostro comportamento: il giudizio ce lo prepariamo noi stessi. Questo è anche il senso dell'ultima frase paradossale di questo brano: "A chi ha, sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto
anche quello che ha."

Cade a questo proposito il messaggio CEI per la giornata mondiale della vita consacrata del prossimo 2 febbraio, dal titolo "Consacrati. Educarsi alla vita santa di Gesù". Il messaggio richiama 4 note: Il primato di Dio, la fraternità, lo zelo divino, lo stile di vita. Mi piace sottolineare quanto i vescovi dicono sulla fraternità: "Tocca alle comunità religiose essere scuole di fraternità che impegnano i propri
membri alla formazione permanente alle virtù evangeliche: umiltà, accoglienza dei piccoli e dei poveri, correzione fraterna, preghieraM. Caterina e bambini comune, perdono reciproco, condividendo l'affetto fraterno, la fede e i beni materiali". Ut unum sint. Siamo nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani.
Lo stile di vita: la povertà evangelica favorisce uno stile di vita all'insegna dell'essenzialità, della gratuità, dell'ospitalità. La castità consacrata aiuta a riqualificare la sessualità e a dare ordine e significato vero agli affetti, orientandoli ad un amore fedele e fecondo. L'obbedienza libera dall'individualismo e dall'orgoglio, per renderci servi di Dio e disponibili a fare la sua volontà, mettendoci a servizio delle persone che lui ci affida, specialmente i poveri.

È un cammino da compiere con umiltà, discrezione e misericordia, perché così Gesù si è mostrato a noi.

Stiamo attenti che dopo aver aderito al piano di Dio, coscienti, liberi e pieni di gioia. Non ci rimangono care la spoglie di certe idee, certi atteggiamenti, certi modi di pensare, di giudiacre, di criticare, di esprimerci, di parlare e di vestire. Noi siamo qui sulla terra non a custodire un museo, ma a coltivare un giardino fiorente di vita e riservato ad avvenire glorioso.

La chiesa, gli istituti religiosi non sono un museo, non è una pura custodia del passato, ma è essenzialmente una realtà viva, in divenire.

Affidiamoci alla Madonna... ricordiamo quanto diceva la beata: "Andiamo dalla mamma. La mamma ci chiama. Pregate la Madonna del buon consiglio che vi consigli sempre bene".

Facciamo questo cammino di santità.

Lo zelo divino si è coniugato in Gesù con la costanza che ha vinto le resistenze più dure, con la paziente fiducia che ha superato i pregiudizi più perversi con l'amore misericordioso che lo ha spinto a dare se stesso in offerta per tutti.

Se lo Spirito di Gesù abita nei nostri cuori, anche noi potremo fare quel che ha fatto Lui. Seguendo la Beata.

Ricordiamo la Madre che si è lasciata sempre più attrarre dallo Sposo Crocifisso nudo, ed abbandonato sulla croce. Desiderosa di morire nel cuore di tutti. Missionaria in clausura e contemplativa in missione. Donna svettante verso Dio e china sull'umanità.

Una donna di Ferentino al processo informativo così si era espressa: "Se nei conventi ci fossero suore come madre Caterina, sarebbero pieni di sante...".

È una sfida?! No! Un serio esame di coscienza!

A noi la doverosa risposta con la vita! Amen!

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Maggio 2012 22:08
 

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